La Cgil intende ripartire dalla contrattazione nazionale con un documento, ma ancora non c’è nulla di ufficiale.
Non proprio. C’è un documento di cui ha discusso la segreteria senza alcun dissenso all’interno. E quindi sarebbe un gravissimo errore sottovalutarlo, perché non è un documento dell’esperto di turno. E’ stato fatto uscire prima dello sciopero generale per chiarire quale è il vero atteggiamento della Cgil verso l’iniziativa. Uno sciopero generale a metà, di quattro ore invece che otto e non contro la Confindustria. Lo stesso segnale che viene dato a Cisl e Uil, invitandoli a superare le incomprensioni del passato.
Il documento non sembra avere grandi idee innovative sulla contrattazione…
Il documento non sembra avere grandi idee innovative sulla contrattazione…
Quel documento parte da una minimizzazione e uno stravolgimento della realtà, perché quando dice, in premessa, che su 89 contratti fatti 83 sono unitari e 6 sono separati vuole sostenere una tesi falsa e strumentale. Falsa, perché quei sei contratti separati riguardano la maggioranza dei lavoratori, circa sette milioni e mezzo. Strumentale, perché punta dritta all’accordo con Confindustria, Cisl e Uil. Il documento parte dal presupposto che le cose non vanno così male e quella di Marchionne è una eccezione. E’ da ciò che deriva uno sciopero generale il più innocuo possibile verso i padroni.
Il cedimento più importante però mi sembra che ci sia sul contratto nazionale.
Il cedimento più importante però mi sembra che ci sia sul contratto nazionale.
Il merito è una catastrofe perché è un venire incontro a tutti i desiderata degli imprenditori e dei sindacati che hanno firmato l’accordo separato del 2009. Non sposa certo le posizioni estreme di Marchionne, ma sulla riduzione drammatica del ruolo del contratto nazionale che viene ridotto a un contratto nazionale cornice si va in quella direzione.
