Visualizzazione post con etichetta francia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta francia. Mostra tutti i post

venerdì 8 aprile 2011

[L'angolo del tazebao] La guerra di Sarkò

La data di scadenza di Sarkò si avvicina. Manca un anno alle prossime elezioni presidenziali in Francia. E la partita è alquanto compromessa anche per chi, come Sarkozy, si alza presto e lavora tanto. Non basta la frenesia per salvare la propria poltrona, così ha deciso di sparare a raffica su vari fronti, in modo da azzeccare – forse – qualche bersaglio. Dopo il terremoto di Fukushima, il paladino del nucleare si è buttato sulla Libia. Una piccola guerra veloce e indolore, tanto per rovesciare un tiranno, arruffare en passant un po’ di petrolio, e battere sul tasto sempre efficace della Francia volenterosa e giusta che difende i diritti umani e i valori universali.

Che la guerra non sia stata né veloce né indolore e rischi ora di avere un effetto boomerang, era solo una remota ipotesi. Così i fini strateghi dell’Eliseo hanno pensato bene di aprire un altro fronte, questa volta in Costa D’Avorio. Non a caso Gilles Labarthe, autore di «Sarkò l’africano», parla di «un cow boy guerrafondaio» in cerca di colpi mediatici, anche se hanno il sapore della Françafrique e dell’ingerenza. Il dibattito sulla laicità – leggere contro l’islam – lanciato dal partito del presidente, è la ciliegina sulla torta e ha prodotto un libricino e tante spaccature tra la destra moderata e la destra della destra che fa l’occhiolino a Le Pen figlia.

[L'angolo del tazebao] Braccio di ferro a spese dei migranti

“Immigrati, scontro Italia-Francia”, titola La Stampa. Dopo la decisione del governo italiano di concedere permessi di soggiorno temporanei ai migranti provenienti dal Nordafrica per allentare la pressione sui propri centri di detenzione, Parigi ha annunciato che non riconoscerà tali permessi e continuerà a respingere chi cerca di varcare le sue frontiere. Il ministro dell’interno italiano Roberto Maroni, che oggi dovrebbe incontrare a Milano il suo omologo francese Claude Gueant per discutere la questione, ha risposto che per fare ciò la Francia dovrebbe "uscire da Schengen o sospendere il trattato", e ha aggiunto: "Capisco che ci sono le elezioni in Francia nel 2012 e che Sarkozy ha la concorrenza dell’estrema destra, ma mostrare i muscoli è sbagliato". La Stampa conferma la tesi di Maroni, ma ricorda anche che “tra Francia e Italia è in corso da tempo una guerra fredda che ha per teatro soprattutto la finanza [con i casi Edison, Parmalat e Generali]”, e che si ripercuote adesso “sulla pelle di migliaia di migranti tunisini che parlano francese e vogliono la Francia”.