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venerdì 8 aprile 2011

[L'angolo del tazebao] Braccio di ferro a spese dei migranti

“Immigrati, scontro Italia-Francia”, titola La Stampa. Dopo la decisione del governo italiano di concedere permessi di soggiorno temporanei ai migranti provenienti dal Nordafrica per allentare la pressione sui propri centri di detenzione, Parigi ha annunciato che non riconoscerà tali permessi e continuerà a respingere chi cerca di varcare le sue frontiere. Il ministro dell’interno italiano Roberto Maroni, che oggi dovrebbe incontrare a Milano il suo omologo francese Claude Gueant per discutere la questione, ha risposto che per fare ciò la Francia dovrebbe "uscire da Schengen o sospendere il trattato", e ha aggiunto: "Capisco che ci sono le elezioni in Francia nel 2012 e che Sarkozy ha la concorrenza dell’estrema destra, ma mostrare i muscoli è sbagliato". La Stampa conferma la tesi di Maroni, ma ricorda anche che “tra Francia e Italia è in corso da tempo una guerra fredda che ha per teatro soprattutto la finanza [con i casi Edison, Parmalat e Generali]”, e che si ripercuote adesso “sulla pelle di migliaia di migranti tunisini che parlano francese e vogliono la Francia”.

mercoledì 30 marzo 2011

[L'angolo del tazebao] Ventimiglia andata e ritorno

"Primavera araba". "Qui comincia l'inverno europeo" - by Chappatte

Dopo la traversata del Mediterraneo e la fuga dai cie italiani, i migranti cercano di entrare in Francia per riabbracciare i parenti e cercare un lavoro. Ma la polizia francese continua a respingerli, e nella cittadina di frontiera si prepara un'altra emergenza.

di Giuseppe Salvaggiulo per La Stampa

"A noi l’Italia non interessa. Siamo di passaggio, vogliamo andare in Francia ma lì non ci vogliono". Bivacchi in stazione. Muretti trasformati in orinatoi. Siesta nei giardini comunali. Accampamenti lungo il fiume Roia. Probabilmente clandestini, forse rifugiati, certo disperati. Migranti. Se Lampedusa è il collo, Ventimiglia è il fondo della bottiglia in cui si agita questa miscela esplosiva. Vite di scarto in transito - jeans, scarpe da tennis, telefonino come bagaglio - e cittadini inquieti, che fermano per strada il sindaco Gaetano Scullino: "Quando li portate via?". La stazione di Ventimiglia è la terza tappa italiana per gli immigrati partiti dalla Tunisia. Dopo l’approdo a Lampedusa, il trasferimento nei centri temporanei sulla penisola - Bari, Foggia, Crotone - da cui è facile scappare. E via in treno verso Nord. Da un confine a un altro.