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martedì 8 novembre 2011

"Senza polizia non venite mai!" Gli student* antifascist* cacciano il Fuan dall'Università

Oggi la lista Fuan ha messo in atto il suo solito teatrino, fine a sè stesso, per cercare spazio politico all'interno dell'Università. Appena hanno provato ad allestire il loro banchetto però, i neofascisti hanno dovuto confrontarsi con la risposta degli studenti e delle studentesse, da sempre contrari a concedere qualunque tipo di visibilità a questi personaggi. Da subito infatti un folto gruppo di student* si è radunato all'ingresso della palazzina Einaudi (facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza) per impedire che il volantinaggio del Fuan si svolgesse.

A quel punto l'intervento prima della digos e subito dopo della celere, che ha caricato il presidio, ha spinto gli studenti e le studentesse antifascisti/e fuori dall'edificio. Il presidio, però, ha continuato ad ingrandirsi nonostante lo schieramento della polizia, obbligando il Fuan a ritirare velocemente baracca e burattini e scappare dalla porta di servizio sempre (ovviamente!) scortato.

Riteniamo inaccettabile che le forze dell'ordine possano entrare all'interno delle nostre facoltà, bloccando l'accesso a chi quotidianamente vive questi spazi (che sono e devono rimanere liberi) in difesa di un manipolo di politicanti in erba. Questi personaggi, infatti, non sono soltanto giovani nostalgici che nel tempo libero vanno in gita a Predappio, ma anche espressione diretta di quella casta politica che vorrebbe fare pagare la crisi che ha contribuito a creare a giovani, studenti e precari, attraverso politiche di austerity. Come studenti e studentesse che da anni si battono contro la privatizzazione dell'Università e la Riforma Gelmini, ben conosciamo chi, invece, attento solo ad accaparrarsi la poltrona (come il loro mentore Maurizio Marrone, ieri noto picchiatore del Fuan e oggi fascista in doppiopetto tra le fila del Pdl in Consiglio Comunale), non ha fatto altro che appoggiare tutte le nefandezze portate avanti dal governo.

Ancora più assurda diventa allora la loro presenza se si legge il volantino che avrebbero voluto distribuire dal titolo "Il precariato è una piaga". Certamente non possono essere loro, che un futuro se lo stanno già costruendo tra le fila del loro partito come portaborse della Gelmini, a spiegare agli studenti quali sono gli effetti della crisi, che cosa cos'è un futuro di precarietà.

Noi, studenti e studentesse, le conseguenze delle politiche di austerity le paghiamo già sulla nostra pelle! Noi che paghiamo tasse universitarie sempre più alte, libri di testo dai prezzi inaccessibili, affitti esorbitanti! Noi che per studiare siamo costretti a sopportare stage e tirocinii gratutiti e a lavorare in bar e call center sottopagati! Noi, che per cambiare tutto questo (e molto altro ancora!) abbiamo lottato e sempre continueremo a lottare... non vogliamo piu' vedervi nelle nostre facolta'!

Nessuno spazio a fascisti e politicanti, fuori il Fuan dall'universita'!

Collettivo di Scienze Politiche
Collettivo di Lettere & Filosofia

lunedì 20 giugno 2011

Solidarietà agli studenti e le studentesse di Firenze. Niccolò libero! Liberi tutti!

Il Collettivo di Scienze Politiche dell'università di Torino esprime la propria solidarietà alle compagne e ai compagni fiorentini colpiti da ulteriori provvedimenti cautelari da parte della questura e magistratura gigliata.

Ancora denunce e arresti contro gli studenti e le studentesse che si sono mobilitati, insieme a noi, in questi anni, per tentare di bloccare la riforma Gelmini del governo Berlusconi. Operazione repressiva nella quale hanno scaraventato anche un nostro compagno del Collettivo di Scienze Politiche, Niccolò, protagonista delle lotte studentesche nella sua Firenze da studente medio e partecipe generoso nei conflitti che abbiamo sospinto e organizzato dentro e contro l'università torinese.

Il marchingegno togato lo accusa quindi anche per il suo impegno politico nelle mobilitazioni del caldo autunno sotto la Mole. Mobilitazioni che hanno evidentemente infastidito chi vorrebbe vedere il movimento costretto negli argini del “bello e colorato” e fermo a rivendicazioni meramente studentiste e che si è invece trovato di fronte ad un fiume in piena che in tutta Italia ha assunto pratiche più conflittuali, muovendo dall'università alle altre lotte territoriali.

D’altronde si tratta di incriminazioni spente, incomplete e strumentali. Spente perché le minacce non esauriranno la nostra voglia di ribellarci, strumentali perché marchiate dal pressappochismo di giudici e poliziotti nell'utilizzare processi e manette per tentare di governare una generazione in rivolta, incomplete perché amputano la realtà delle lotte: in migliaia abbiamo contestato e gridato, in migliaia abbiamo occupato e bloccato facoltà stazioni e autostrade!

Questo attacco frontale si scontra in faccia al movimento intero, colpisce tutt*. Come collettivo della facoltà di Scienze Politiche di Torino ci uniamo quindi non solo all'onda di solidarietà che sta attraversando le nostre università ed il nostro paese, ma, data la condivisione di pratiche ed obiettivi, esprimiamo la nostra complicità con gli studenti e le studentesse di Firenze, pretendendo che tutti vengano liberati, dichiarandoci indisponibili a stare al gioco delle intimidazioni, fermamente convinti e certi che nessuna inchiesta potrà fermare le nostre battaglie.

Niccolò libero! Liberi tutti! Liberi subito!


Collettivo di Scienze Politiche - Torino

giovedì 5 maggio 2011

Per una generalizzazione delle lotte, contro la prepotenza della crisi

Una richiesta, forte e pressante, si è levata da piazze e movimenti per tutto l’autunno: sciopero generale. La richiesta di una data miliare nella quale chi non vuole allineare e rassegnare a pagare supinamente i costi della crisi potesse aver modo di paralizzare questo paese e far tremare il governo con l’urto delle piazze e non con il feticcio dei piagnucolii contro B. ed il corrotto “sistema Italia”. Ma quell’urlo, che puntualmente si levava dalle mobilitazioni studentesche autunnali, se non ha nemmeno sfiorato le orecchie di sindacati gialli come la Cisl e la Uil (evidentemente troppo impegnati a piegarsi e a sottoscrivere i ricatti di Marchionne & company!), come un’eco lontano sembra essere giunto a quelle della Cgil che, foraggiato dalle istanze della Fiom, ha infine convocato lo sciopero generale per il 6 Maggio...

Non c’è dubbio: è una convocazione terribilmente tardiva, quasi in sordina e ridotta ai minimi termini, eppure ora sta a noi avere la voglia e la necessità di metterci nuovamente in gioco, per generalizzare uno sciopero da costruire ripartendo dalle facoltà, dalle scuole, dai collettivi, per cambiare di segno lo sciopericchio del 6 maggio. Per uno sciopero generale che (ri)parta dai nostri bisogni, che torni a gridare le parole d’ordine che hanno infiammato le piazze autunnali: che parli di precarietà e reddito, di una generazione che si sta vedendo sottrarre il proprio futuro ma che è decisa a riconquistarlo, metro dopo metro. La rabbia di piazza del Popolo del 14 dicembre è arrivata fino ai palazzi del potere, ha mandato un messaggio chiaro a chi pensa ancora di poter continuare ad agire indisturbato sulle e delle nostre vite... quanto sta accadendo nei paesi del Maghreb ci insegna come sia possibile immaginare il cambiamento, tradurlo in realtà!

lunedì 18 aprile 2011

Democrazia a Scienze Politiche?! La facoltà di non permettere

All'attenzione della presidenza di Scienze Politiche, a tutt* coloro che studiano lavorano e vivono la facoltà.

Scriviamo per rendere pubblico e per chiedere conto dell'atteggiamento tenuto giovedì 14 Aprile dalla nostra Facoltà nei confronti del neonato Collettivo di Scienze Politiche. In tale data abbiamo organizzato un incontro con Cosimo Caridi e Paolo Hutter, due giornalisti freelance appena tornati dalla Tunisia, per proiettare le video-interviste da loro realizzate nel viaggio tunisino e quindi per aprire un dibattito sui processi rivoluzionari del Nordafrica. Ma dalla Facoltà di Scienze Politiche, che si definisce facoltà di capire il mondo (...), abbiamo trovato solo porte chiuse in faccia e non solo in senso metaforico, visto che sono state barricate aule vuote per impedirci di tenere l'iniziativa e successivamente ci è stata negata anche la possibilità di poter usufruire della corrente elettrica per proiettare i video nel cortile di via Plana! Che tristezza poi vedere come il feticcio del permesso sia degenerato fino a far diventare un problema anche aver preso in prestito due sedie, per non far sedere per terra i nostri invitati, destino toccato invece a tutti gli studenti e le studentesse venut* al dibattito.

Il Collettivo di Scienze Politiche aveva deciso lunedì di organizzare l'incontro, cogliendo la possibilità presentatasi ad inizio settimana, ed il giorno successivo ha verificato la disponibilità di un'aula, consapevole di essere fuori dai tempi richiesti dalla burocrazia (15 giorni di anticipo!) ma ben sapendo, griglia delle aule alla mano, che un'aula libera nell’edificio di via Plana quel giorno ci sarebbe stata. Dopo aver provato in vari modi ad ottenere l'utilizzo di un’aula, non riuscendoci per impedimenti vari ed eventuali, ci siamo recati in presidenza dove la persona che ci ha gentilmente ricevuti - che ci è sembrata propensa a trovarci un’aula - ha contattato il preside Fabio Armao, riferendoci poi che non c'erano aule disponibili e che l'aula che avevamo scoperto essere libera (aula P) era di competenza d'interfacoltà, quindi la presidenza non aveva autorità su di essa... Sicuri che quell’aula fosse libera, abbiamo deciso di prendercela per svolgerci l’incontro, convinti del nostro diritto ad utilizzarla, dal momento che paghiamo tasse non indifferenti per iscriverci ad un’università di cui non vogliamo considerarci dei clienti ma che viviamo e attraversiamo quotidianamente in prima persona assieme alle persone che ci studiano, lavorano, insegnano, ricercano. Pur di impedirci di tenere l'incontro è stata fatta una scorrettezza palese: la Facoltà ha spostato il previsto seminario dei ricercatori di Scienze Politiche nell'aula in cui ci trovavamo (aula P) - che poche ore prima ci era stato detto non essere di competenza della Facoltà– e ha chiuso a chiave per impedirci di accedervi le porte dell'aula assegnata in precedenza ai ricercatori (aula A).

mercoledì 16 marzo 2011

Tutti i mercoledi: riunione del Collettivo di Scienze Politiche!

Oggi il Collettivo di Scienze Politiche si è ritrovato in assemblea in un'aula di via Plana:

  • abbiamo deciso di darci come appuntamento assembleare il mercoledi!

Quindi, d'ora in poi, tutti i mercoledi, alle 17:30, in via Plana, ci sarà la riunione del Collettivo di Scienze Politiche.

Nell'annosa ricerca di uno spazio dentro il deserto della facoltà nostrana...
We want our space!

domenica 6 marzo 2011

Il Collettivo di SciPol si riunisce!

Lunedi 7 marzo, alle ore 17,
ci ritroveremo nell'atrio di via Plana 10!

Prima riunione del neonato
Collettivo di Scienze Politiche!

Scienziati politici, siete tutt* invitati!

mercoledì 23 febbraio 2011

Collettivo di Scienze Politiche, la facoltà di cambiare il mondo!

Il Collettivo di Scienze Politiche dell'università di Torino è uno spazio comune, è luogo di differenza quindi di ricchezza, è teatro del meticciato quindi della sperimentazione collettiva. Il Collettivo di Scienze Politiche è motore di formazione e conflitto, è articolazione organizzativa della trasformazione!

Cooperare per cambiare, questo è per noi l'assunto per il quale creare nella nostra facoltà un collettivo che sia per davvero uno spazio studentesco dentro cui confrontarsi e dibattere, organizzarsi e progettare, dentro le lotte, per le lotte, nel recinto della fabbrica sociale università come al di fuori di essa!

Dopo il ciclo di lotta dell'Onda del 2008, dopo la straordinarietà delle pratiche di blocco del movimento del 2010, come studenti e studentesse di Scienze Politiche abbiamo ritenuto fosse giunta l'ora di aggiungere un altro pezzettino di organizzazione a disposizione dei movimenti studenteschi, pensandoci come scienziati politici in formazione, certo non dentro una dimensione corporativa (!) ma al fianco di tutti coloro non hanno mai smesso di sognare e volere ribellarsi allo stato di cose presenti.

E per far questo partiamo dal mettere in discussione quello che quotidianamente viviamo in facoltà: Scienze Politiche sarebbe "la facoltà di capire il mondo"?! Beh, noi lo vogliamo cambiare perchè di capirlo e sopportarlo ci siam stancati!

Collettivo di Scienze Politiche
23 febbraio 2010

Il Collettivo di Scienze Politiche si trova
tutti i lunedì alle 17 nell'atrio di Via Plana 10