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giovedì 6 ottobre 2011
mercoledì 28 settembre 2011
giovedì 5 maggio 2011
Per una generalizzazione delle lotte, contro la prepotenza della crisi
Una richiesta, forte e pressante, si è levata da piazze e movimenti per tutto l’autunno: sciopero generale. La richiesta di una data miliare nella quale chi non vuole allineare e rassegnare a pagare supinamente i costi della crisi potesse aver modo di paralizzare questo paese e far tremare il governo con l’urto delle piazze e non con il feticcio dei piagnucolii contro B. ed il corrotto “sistema Italia”. Ma quell’urlo, che puntualmente si levava dalle mobilitazioni studentesche autunnali, se non ha nemmeno sfiorato le orecchie di sindacati gialli come la Cisl e la Uil (evidentemente troppo impegnati a piegarsi e a sottoscrivere i ricatti di Marchionne & company!), come un’eco lontano sembra essere giunto a quelle della Cgil che, foraggiato dalle istanze della Fiom, ha infine convocato lo sciopero generale per il 6 Maggio...
Non c’è dubbio: è una convocazione terribilmente tardiva, quasi in sordina e ridotta ai minimi termini, eppure ora sta a noi avere la voglia e la necessità di metterci nuovamente in gioco, per generalizzare uno sciopero da costruire ripartendo dalle facoltà, dalle scuole, dai collettivi, per cambiare di segno lo sciopericchio del 6 maggio. Per uno sciopero generale che (ri)parta dai nostri bisogni, che torni a gridare le parole d’ordine che hanno infiammato le piazze autunnali: che parli di precarietà e reddito, di una generazione che si sta vedendo sottrarre il proprio futuro ma che è decisa a riconquistarlo, metro dopo metro. La rabbia di piazza del Popolo del 14 dicembre è arrivata fino ai palazzi del potere, ha mandato un messaggio chiaro a chi pensa ancora di poter continuare ad agire indisturbato sulle e delle nostre vite... quanto sta accadendo nei paesi del Maghreb ci insegna come sia possibile immaginare il cambiamento, tradurlo in realtà!
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lunedì 18 aprile 2011
Democrazia a Scienze Politiche?! La facoltà di non permettere
All'attenzione della presidenza di Scienze Politiche, a tutt* coloro che studiano lavorano e vivono la facoltà.Scriviamo per rendere pubblico e per chiedere conto dell'atteggiamento tenuto giovedì 14 Aprile dalla nostra Facoltà nei confronti del neonato Collettivo di Scienze Politiche. In tale data abbiamo organizzato un incontro con Cosimo Caridi e Paolo Hutter, due giornalisti freelance appena tornati dalla Tunisia, per proiettare le video-interviste da loro realizzate nel viaggio tunisino e quindi per aprire un dibattito sui processi rivoluzionari del Nordafrica. Ma dalla Facoltà di Scienze Politiche, che si definisce facoltà di capire il mondo (...), abbiamo trovato solo porte chiuse in faccia e non solo in senso metaforico, visto che sono state barricate aule vuote per impedirci di tenere l'iniziativa e successivamente ci è stata negata anche la possibilità di poter usufruire della corrente elettrica per proiettare i video nel cortile di via Plana! Che tristezza poi vedere come il feticcio del permesso sia degenerato fino a far diventare un problema anche aver preso in prestito due sedie, per non far sedere per terra i nostri invitati, destino toccato invece a tutti gli studenti e le studentesse venut* al dibattito.
Il Collettivo di Scienze Politiche aveva deciso lunedì di organizzare l'incontro, cogliendo la possibilità presentatasi ad inizio settimana, ed il giorno successivo ha verificato la disponibilità di un'aula, consapevole di essere fuori dai tempi richiesti dalla burocrazia (15 giorni di anticipo!) ma ben sapendo, griglia delle aule alla mano, che un'aula libera nell’edificio di via Plana quel giorno ci sarebbe stata. Dopo aver provato in vari modi ad ottenere l'utilizzo di un’aula, non riuscendoci per impedimenti vari ed eventuali, ci siamo recati in presidenza dove la persona che ci ha gentilmente ricevuti - che ci è sembrata propensa a trovarci un’aula - ha contattato il preside Fabio Armao, riferendoci poi che non c'erano aule disponibili e che l'aula che avevamo scoperto essere libera (aula P) era di competenza d'interfacoltà, quindi la presidenza non aveva autorità su di essa... Sicuri che quell’aula fosse libera, abbiamo deciso di prendercela per svolgerci l’incontro, convinti del nostro diritto ad utilizzarla, dal momento che paghiamo tasse non indifferenti per iscriverci ad un’università di cui non vogliamo considerarci dei clienti ma che viviamo e attraversiamo quotidianamente in prima persona assieme alle persone che ci studiano, lavorano, insegnano, ricercano. Pur di impedirci di tenere l'incontro è stata fatta una scorrettezza palese: la Facoltà ha spostato il previsto seminario dei ricercatori di Scienze Politiche nell'aula in cui ci trovavamo (aula P) - che poche ore prima ci era stato detto non essere di competenza della Facoltà– e ha chiuso a chiave per impedirci di accedervi le porte dell'aula assegnata in precedenza ai ricercatori (aula A).
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mercoledì 30 marzo 2011
mercoledì 16 marzo 2011
Tutti i mercoledi: riunione del Collettivo di Scienze Politiche!
Oggi il Collettivo di Scienze Politiche si è ritrovato in assemblea in un'aula di via Plana:
Quindi, d'ora in poi, tutti i mercoledi, alle 17:30, in via Plana, ci sarà la riunione del Collettivo di Scienze Politiche.
Nell'annosa ricerca di uno spazio dentro il deserto della facoltà nostrana...
We want our space!
- abbiamo deciso di darci come appuntamento assembleare il mercoledi!
Quindi, d'ora in poi, tutti i mercoledi, alle 17:30, in via Plana, ci sarà la riunione del Collettivo di Scienze Politiche.
Nell'annosa ricerca di uno spazio dentro il deserto della facoltà nostrana...
We want our space!
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martedì 15 marzo 2011
domenica 6 marzo 2011
Il Collettivo di SciPol si riunisce!
Lunedi 7 marzo, alle ore 17,
ci ritroveremo nell'atrio di via Plana 10!
ci ritroveremo nell'atrio di via Plana 10!
Prima riunione del neonato
Collettivo di Scienze Politiche!
Scienziati politici, siete tutt* invitati!
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mercoledì 23 febbraio 2011
Collettivo di Scienze Politiche, la facoltà di cambiare il mondo!
Il Collettivo di Scienze Politiche dell'università di Torino è uno spazio comune, è luogo di differenza quindi di ricchezza, è teatro del meticciato quindi della sperimentazione collettiva. Il Collettivo di Scienze Politiche è motore di formazione e conflitto, è articolazione organizzativa della trasformazione!
Cooperare per cambiare, questo è per noi l'assunto per il quale creare nella nostra facoltà un collettivo che sia per davvero uno spazio studentesco dentro cui confrontarsi e dibattere, organizzarsi e progettare, dentro le lotte, per le lotte, nel recinto della fabbrica sociale università come al di fuori di essa!
Dopo il ciclo di lotta dell'Onda del 2008, dopo la straordinarietà delle pratiche di blocco del movimento del 2010, come studenti e studentesse di Scienze Politiche abbiamo ritenuto fosse giunta l'ora di aggiungere un altro pezzettino di organizzazione a disposizione dei movimenti studenteschi, pensandoci come scienziati politici in formazione, certo non dentro una dimensione corporativa (!) ma al fianco di tutti coloro non hanno mai smesso di sognare e volere ribellarsi allo stato di cose presenti.
E per far questo partiamo dal mettere in discussione quello che quotidianamente viviamo in facoltà: Scienze Politiche sarebbe "la facoltà di capire il mondo"?! Beh, noi lo vogliamo cambiare perchè di capirlo e sopportarlo ci siam stancati!
Collettivo di Scienze Politiche
23 febbraio 2010
Il Collettivo di Scienze Politiche si trova
tutti i lunedì alle 17 nell'atrio di Via Plana 10
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